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Fu
l'episodio del martirio di Donnino a dare una svolta fondamentale alla
storia del vicus
romano di Fidentia Julia. Mutato il nome in Borgo San Donnino, si
iniziò a venerare la memoria del santo edificando nel IX secolo un
oratorio, nell’XI una chiesa e, successivamente, fra il XII e il XIII
secolo, la cattedrale antelamica, uno dei più interessanti manufatti
dell'arte e del gusto romanico padano.
Il
Duomo, passato indenne attraverso secoli calamitosi, è diventato il
simbolo della città. Come tale, in tempi antichi e moderni, è uno dei
principali motivi di interesse. Importante
luogo di transito sulla via Emilia, il borgo trova sviluppo dall’VIII
al IX secolo grazie alla posizione privilegiata sull’asse viario della
via Francigena. Nel secoli guerre e assedi lo ridussero più volte in
ginocchio, specialmente tra l’XI e il XIII secolo durante le contese
tra Parma e Piacenza.
Tra
i signori che qui esercitarono la loro potestà figurano i Pallavicino
nel 1249, poi i Terzi, i Piccinino, i Farnese e la duchessa Maria
Luigia. Una storia leggibile in ciò che resta di antiche
fortificazioni, come il torrione che segnava uno degli ingressi alla
città e faceva da scudo alle guglie della vicina Cattedrale, e la forma
delle file di antiche case che ricalcano il perimetro delle mura i
"terragli", a ridosso dei quali sono nati quartieri storici come
l'Oriola, San Pietro e San Michele.
Importante
è anche il teatro dedicato al pittore e scenografo fidentino Girolamo
Magnani che ne decorò gli interni. Iniziato nel 1812 su progetto
di Nicola Bettoli, venne inaugurato nel 1861. L’ingresso della modernità
a Fidenza è costituito dallo sviluppo delle rete ferroviaria. Nel
1858 fu costruita una piccola stazione e la posizione strategica della
città, equidistante tra Milano e Bologna, la fece diventare subito
un importante scalo ferroviario. Lo sviluppo dei traffici andò
di pari passo col fiorire del suo nuovo volto industriale e commerciale.
Dal 1912 ha ripreso l’antico nome romano di Fidenza.
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