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Fontanellato,
la medioevale fontana lata, trae il proprio nome da questo toponimo
che segnala l'abbondanza di acque sotterranee nel paese e nella pianura
circostante.
Fu proprietà
dei Pallavicino che la cedettero al Comune di Piacenza. Passò poi
ai Terzi, al duca di Milano Galeazzo Maria Visconti che lo conferì
in feudo nel 1386 ad Antonio Sanvitale. I Sanvitale tennero Fontanellato
per più di cinque secoli. Giberto e Gianmartino Sanvitale, elevati
a dignità comitale nel 1404 dal duca Gianmaria Visconti, trasformarono
il feudo in contea. La fama di Fontanellato è inscindibile dalla
Rocca, uno dei più interessanti fortilizi di tutta la regione.
La prima edificazione di una torre fortificata, i cui ampliamenti originarono
l’attuale rocca completamente circondata da un profondo fossato,
inizia nell’XI secolo. I Sanvitale, famiglia oggi completamente estinta,
ne rimase proprietaria fino al 1948, quando l’ultimo conte Giovanni
Sanvitale la cedette al comune che ne fece un museo visitabile. I ritratti
di questa dinastia sono visibili nella pinacoteca all’interno della
rocca che è ricca di preziosi affreschi, tra i quali un ciclo di
quattordici lunette eseguito nel 1524 da Francesco Mazzola, detto il Parmigiano.
Si tratta di un opera di grande livello artistico, che rappresenta l’incontro
fra Diana e Atteone, ispirata alle Metamorfosi di Ovidio. Notevoli sono
anche la Sala delle Armi al piano terreno con le volte a vela affrescate,
le tele di Felice Boselli e di Pier Ilario Spolverini esposte nella Sala
del Biliardo. Una divertente curiosità per il visitatore è
rappresentata dalla Camera Ottica, una stanza ricavata sulle merlature
stando nella quale, attraverso un gioco di specchi e riflessioni, è
possibile osservare non visti ciò che accade nella piazza antistante.
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